“Gli spietati” e l’Iliade: un esempio del legame tra western ed epica classica

[Questa è la seconda parte dell’episodio dedicato al film di Clint Eastwood e agli elementi in comune che ha con l’Iliade. Nella prima parte ho parlato principalmente del film, che qui darò per noto, mentre ora prenderemo in esame il parallelismo con l’Iliade basandoci su un paper del 1997 di Mary Whitlock Blundell e Kirk Ormand intitolato Western Values, or the Peoples Homer: Unforgiven as a Reading of the Iliad, pubblicato su Poetics Today.]

Eroi tormentati che rifiutano la violenza

  • Entrambi sono guerrieri rinomati per la loro abilità in battaglia. Achille è il più forte guerriero acheo, mentre Munny è leggendario per le sue imprese da pistolero.
  • Entrambi i personaggi incarnano l’ambiguità del ruolo eroico. Achille e Munny sono celebrati per la loro forza e abilità, ma le loro azioni violente portano sofferenza e morte, sollevando dubbi sul valore del loro eroismo.
  • Entrambi rifiutano temporaneamente la violenza e si ritirano in un’esistenza isolata. Achille si ritira nella sua tenda dopo la lite con Agamennone, mentre Munny si dedica all’allevamento dei maiali dopo la morte della moglie.
  • Il loro rifiuto è temporaneo. Entrambi gli eroi sono costretti a tornare alla violenza a causa della morte di un amico caro, nella quale sono implicati (spiegare).

La morte di un amico come catalizzatore

  • Entrambi hanno un amico stretto che muore per mano del loro nemico finale. Patroclo, amico di Achille, viene ucciso da Ettore, mentre Ned Logan, amico di Munny, viene ucciso da Little Bill.
  • La morte dell’amico scatena la loro vendetta. In entrambi i casi, la perdita dell’amico trasforma il loro desiderio di vendetta in un’ossessione implacabile.
  • Il loro ritorno alla violenza è segnato da una brutalità sovrumana. Achille massacra innumerevoli Troiani dopo la morte di Patroclo, mentre Munny uccide Little Bill e i suoi uomini senza pietà.

La giustizia, la vendetta e il ruolo delle donne

  • L’azione iniziale è motivata da un insulto legato a una donna. Nel caso di Achille, l’eroe è coinvolto in una guerra scoppiata a causa del rapimento di Elena, moglie di Menelao, da parte di Paride. Per Munny, è lo sfregio di una prostituta da parte di un cowboy.
  • Le donne forniscono una giustificazione “nobile” per la violenza, ma il loro ruolo diventa poi secondario. La bellezza di Elena scatena la guerra di Troia, ma la sua voce è raramente ascoltata. In Gli Spietati, lo sfregio subito dalla prostituta è l’evento scatenante, ma le donne, pur lottando per la propria dignità, sono relegate a un ruolo marginale nella spirale di vendetta. In entrambi i casi, la vera motivazione degli eroi è la vendetta personale, non la giustizia per le donne.
  • Il tema della mercificazione delle donne è presente in entrambe le opere. Nell’Iliade, le donne sono spesso trattate come oggetti di scambio o bottino di guerra (vedi il caso di Briseide, all’origine del litigio tra Achille e Agamennone). In Gli Spietati, le prostitute lottano contro la loro mercificazione, ma alla fine sono impotenti di fronte alla violenza maschile e finiscono proprio per ricorrere ad una taglia per avere quella giustizia che viene negata loro dalla legge, rappresentata da Little Bill.
  • In entrambe le opere, la vendetta personale si intreccia con il tema della giustizia. Achille, offeso da Agamennone, si ritira dalla battaglia, mettendo a repentaglio la vittoria degli Achei. Solo la morte del suo amico Patroclo lo spinge a tornare a combattere, non per ristabilire la giustizia, ma per vendicarsi di Ettore. Allo stesso modo, William Munny, inizialmente riluttante a tornare alla violenza, decide di vendicare la morte del suo amico Ned, uccidendo Little Bill, simbolo di una legge brutale e corrotta.
  • La vendetta domina entrambi i personaggi, ma il loro trionfo finale è amaro. Achille non trova pace dopo aver ucciso Ettore, e Munny si allontana dalla città di Big Whiskey come un uomo distrutto.
  • Entrambe le opere, pur criticando la violenza, suggeriscono che la vendetta è parte integrante dell’ordine sociale. Achille, con la sua furia vendicativa, ristabilisce l’equilibrio tra Achei e Troiani. Munny, uccidendo Little Bill, libera la città di Big Whiskey dalla sua tirannia.

Il peso del passato e la redenzione impossibile

  • Achille: anche quando vendica Patroclo, Achille resta tormentato dalla consapevolezza della propria mortalità e del senso di vuoto legato alla sua gloria effimera.
  • Munny: nonostante cerchi di rifuggire la violenza, Munny è inevitabilmente riportato al suo passato di spietato killer, sottolineando l’impossibilità di sfuggire alla propria natura.

La critica della violenza e la sua inevitabilità

  • Entrambe le opere mostrano la brutalità della guerra e le sue conseguenze tragiche. L’Iliade descrive le morti in battaglia con dettagli cruenti, mentre Gli Spietati non si sottrae alla rappresentazione realistica della violenza.
  • Entrambi gli eroi esprimono rimorso per le loro azioni. Achille è spesso presentato come un guerriero spietato ma anche profondamente consapevole del peso della morte e riconosce il costo umano della guerra, mentre Munny è tormentato dai ricordi delle sue uccisioni passate.
  • Nonostante le critiche, la violenza è presentata come inevitabile. Entrambi gli eroi sono costretti a tornare a uccidere per ristabilire l’ordine e la giustizia, seppur secondo una logica personale.

In conclusione, Achille e William Munny condividono un percorso simile: entrambi sono eroi tormentati che cercano di sfuggire alla violenza, ma sono costretti a riabbracciarla per vendicare la morte di un amico. Le loro azioni, pur moralmente ambigue, ristabiliscono un equilibrio nel mondo, seppur a un prezzo altissimo. Gli autori del paper sottolineano come la violenza, pur essendo criticata, sia presentata come una componente inevitabile del mondo eroico, sia nell’epica classica che nel western moderno.

Vediamo altre tematiche che ci permettono di costruire ulteriormente il parallelismo tra l’Iliade e Gli Spietati, perché il discorso non si esaurisce con il mero parallelismo Achille/Munny.

L’Epopea come Narrazione Fondativa

  • Costruzione mitica della cultura:
    • L’Iliade è un mito fondativo della cultura greca, che esplora i valori di onore, gloria e la natura della guerra.
    • Gli spietati è una decostruzione ma anche una riaffermazione del mito del West, che riflette sui valori americani di giustizia, violenza e civilizzazione.
  • Ruolo dell’autoconsapevolezza:
    • Sebbene l’Iliade rifletta un’epica tradizionale, contiene spunti di autocritica, come la consapevolezza di Achille sulla futilità della gloria.
    • Gli spietati è esplicitamente autoconsapevole, mettendo in discussione il mito dell’eroe del West e mostrando il processo attraverso cui la violenza viene mitologizzata. Ne parleremo meglio tra poco.
  • L’ambientazione mitica:
    • Troia è uno spazio mitologico che permette di esplorare valori e conflitti culturali.
    • Il “Wild West” de Gli spietati svolge una funzione simile, fungendo da palcoscenico per testare e interrogare i valori della società americana.

Violenza e Ordine Sociale

  • La disumanizzazione dell’antagonista:
    • Achille riduce Ettore a un trofeo di guerra, negandogli persino la sepoltura.
    • Munny uccide Little Bill con fredda determinazione, rifiutando di considerare le sue proteste (“Meritarsi non ha niente a che fare con questo”).
  • Un avversario che rappresenta l’ordine sociale: Ettore, pur essendo un nemico, è un eroe che combatte per difendere la sua città e la sua famiglia. Allo stesso modo, Little Bill, lo spietato sceriffo di Big Whiskey, si impegna a mantenere l’ordine e la pace nella sua città, anche a costo di ricorrere alla violenza. C’è tragedia nel tentativo eroico ma cieco di Ettore di preservare Troia affrontando la propria morte, che mette in moto la caduta della città. Anche Little Bill ha assunto un compito che alla fine non può sostenere. Come Ettore, non riesce a comprendere i propri limiti, tentando imprese che sono necessarie per mantenere in piedi la “casa” (la sua e la città), ma che alla fine sono al di là delle sue possibilità.

Il paper suggerisce che le analogie tra Gli spietati e l’Iliade non siano necessariamente frutto di una consapevole intenzione dello sceneggiatore (David Webb Peoples) o del regista (Clint Eastwood), ma piuttosto di un processo culturale e artistico radicato profondamente nella tradizione occidentale. Ecco un’analisi della questione:

1. Influenza consapevole o inconscia?

  • Mancanza di prove dirette: non ci sono indicazioni che lo sceneggiatore o Eastwood abbiano tratto direttamente ispirazione dall’Iliade per creare Gli spietati. Nessuna dichiarazione o intervista conferma un riferimento esplicito all’epica omerica durante la realizzazione del film.
  • Radici culturali profonde: è innegabile che sia Peoples che Eastwood appartengano alla tradizione culturale occidentale, profondamente influenzata dall’epica classica. Gli autori del paper sottolineano che l’Iliade è una delle opere fondative della cultura occidentale e ha influenzato, direttamente o indirettamente, la narrazione epica per millenni. L’epica greca e le sue strutture tematiche sono diventate parte integrante del modo in cui le società occidentali raccontano storie di conflitti, eroi e valori culturali.
  • Eredità del genere western: il western stesso, spesso definito come l’epopea moderna americana, ha radici che risalgono all’epica classica, come abbiamo visto all’inizio dell’episodio, nella prima parte. Temi come la lotta tra l’individuo e la società, il conflitto tra civiltà e barbarie e il dilemma morale della violenza sono comuni a entrambi i generi.

2. Processi culturali e archetipi condivisi

  • Archetipi universali: i parallelismi tra Gli spietati e l’Iliade possono essere attribuiti agli archetipi universali presenti in molte culture: il guerriero riluttante, la vendetta personale, l’importanza dell’onore e il costo della violenza. Questi temi sono così radicati nella narrazione occidentale che emergono quasi inevitabilmente in opere che esplorano questi concetti.
  • Mito e ideologia: il western, come l’epica greca, è un genere che trasforma la violenza e il conflitto in un mito fondativo per una civiltà. Gli spietati eredita questo processo e lo decostruisce, ma al tempo stesso riafferma molti dei valori epici, come il coraggio individuale e la giustizia personale, che sono centrali anche nell’Iliade.
  • Linguaggio culturale condiviso: la tradizione narrativa occidentale è stata modellata per secoli da opere come l’Iliade. Anche inconsciamente, artisti come Peoples ed Eastwood possono aver interiorizzato questi modelli, che si manifestano nelle loro opere senza un’intenzione deliberata.

3. Autoconsapevolezza di genere e tradizione

  • Consapevolezza del western come epica: Gli Spietati, pur non riferendosi esplicitamente all’Iliade, dimostra una spiccata consapevolezza meta-narrativa del genere Western e dei suoi meccanismi di costruzione del mito eroico. Il film gioca con le convenzioni del genere, le decostruisce e le rielabora, mettendo in discussione il mito dell’eroe violento, tipico del western classico. Questa riflessione sul western come narrazione epica moderna potrebbe aver portato inconsciamente a paralleli con l’epica classica.
  • Intersezioni con il mito epico: sebbene non ci siano prove di un riferimento consapevole all’Iliade, il film opera come una “rilettura” moderna dell’epica, probabilmente senza che i suoi creatori se ne rendessero conto del tutto. Questo dimostra come i miti epici siano ancora vivi nella nostra cultura, emergendo spontaneamente nelle storie che raccontiamo, anche in contesti apparentemente distanti come il western.

Conclusione

Le analogie tra Gli spietati e l’Iliade sono probabilmente il risultato di un processo inconscio, radicato nella cultura occidentale e nei suoi modelli narrativi. Tuttavia, la consapevolezza di Clint Eastwood e David Webb Peoples del genere western come epica moderna potrebbe aver amplificato queste connessioni, anche se non intenzionalmente.

Passiamo ora a un aspetto di Unforgiven che si discosta in modo piuttosto marcato dall’Iliade, sebbene il nocciolo della questione sia presente anche in Omero. Parliamo dell’autoconsapevolezza del film, non solo sulla natura dell’eroismo, ma sulla natura e la funzione dell’epica stessa, come genere che trasmuta sanguinose faide personali in un mito trascendente di eroismo. Il film non solo fa ciò che fa l’epica, ma mostra anche un’acuta ed esplicita consapevolezza nel farlo, di essere parte di un genere che rafforza l’ideologia che lo produce. Ci sono accenni di tale consapevolezza generica nell’Iliade, in particolare nel personaggio di Elena, che vede la propria storia come soggetto per un canto epico (6.357-58) e la guerra di Troia come tema per una rappresentazione artistica (3.125-28). Anche Achille canta racconti epici a sé stesso mentre è seduto sulla spiaggia (9.189).

Ecco come il film mostra queste forme di consapevolezza e come le confronta con l’epopea omerica:

1. Consapevolezza di sé come genere western

Il film riflette apertamente sui miti e le convenzioni del western, decostruendoli e offrendo una visione più complessa e critica:

  • Decostruzione dell’eroe: nel western classico, i protagonisti sono spesso eroi senza macchia o antieroi carismatici. In Gli spietati, William Munny è un uomo disilluso e tormentato dal suo passato di violenza. Non è un eroe nel senso tradizionale: è stanco, moralmente ambiguo e consapevole della brutalità delle sue azioni. Questa rappresentazione critica smonta l’idealizzazione dell’eroe western tradizionale.
  • Realismo della violenza: a differenza del western classico, dove la violenza è spesso spettacolarizzata o romanticizzata, Gli spietati mostra la brutalità cruda dell’omicidio. Munny stesso riflette sul peso morale della violenza, dicendo che “uccidere un uomo significa togliergli tutto ciò che ha e che avrà mai”.
  • Critica ai codici d’onore del West: il film espone l’ipocrisia dietro l’etica del “giusto” e del “forte”. Little Bill, nominalmente il rappresentante della legge, esercita il potere in modo brutale e arbitrario. Munny non agisce per una causa morale, ma per motivazioni personali e di sopravvivenza.
  • Ruolo della mitologia e della narrazione: il personaggio di Beauchamp, lo scrittore che romanticizza le imprese dei pistoleri, serve come strumento per mettere in discussione il modo in cui il mito del West viene costruito. La realtà che Beauchamp osserva è molto meno eroica e più violenta di quella che lui descrive nelle sue pubblicazioni, evidenziando la discrepanza tra mito e realtà.
  • Gioco con le convenzioni: il film utilizza in modo ironico e a volte parodistico alcune convenzioni tipiche del western, come le difficoltà di Munny nel rimontare a cavallo o l’inettitudine di Little Bill come carpentiere. Queste scene, pur divertenti, mettono in discussione la figura del cowboy “macho” e i suoi attributi di virilità.
  • Il West vs l’Est: il film ripropone il tropo classico del West come simbolo di virilità e autenticità, contrapposto all’Est decadente e corrotto, rappresentato dai personaggi di Beauchamp e Bob l’inglese. Questa contrapposizione sottolinea l’autoconsapevolezza del film come appartenente al genere Western e la sua riflessione sul mito americano.
  • Deconstruzione del mito della Frontiera: Gli Spietati offre una visione cruda e disillusa del West, lontana dai romantici ideali di conquista ed eroismo. La violenza è rappresentata in modo realistico e brutale, e i personaggi sono spesso ambigui e moralmente complessi.
  • La transizione dall’oralità alla scrittura: attraverso la figura di Beauchamp, il film esplora la transizione da una cultura orale, basata sulla trasmissione di storie e leggende, a una cultura scritta, che cerca di documentare e fissare la “verità” storica. Questo passaggio è simboleggiato dalla trasformazione di English Bob nel “Duca della Morte” grazie alle cronache romanzate di Beauchamp. Il film mostra quindi come il mito eroico venga costruito e manipolato attraverso la narrazione.
  • Il ruolo dello spettatore: Gli Spietati coinvolge lo spettatore nel processo di costruzione del mito. L’ambiguità del finale e la scomparsa di Munny nel tramonto dopo aver lasciato intendere di aver iniziato una nuova vita a San Francisco, lasciano spazio a diverse interpretazioni e lasciano aperta la possibilità di redenzione e di un ritorno alla società. Tuttavia, l’immagine finale allude anche alla persistenza del mito dell’eroe solitario e violento, che sopravvive nella memoria collettiva e nel cinema, invitando il pubblico a riflettere sul ruolo di tale mito nella cultura contemporanea.

2. Maggiore consapevolezza rispetto all’Iliade

L’Iliade è una delle narrazioni fondative della cultura occidentale, ma non presenta lo stesso livello di esplicita autoconsapevolezza che caratterizza Gli spietati. Il film si distingue per la sua capacità di riflettere criticamente sulla propria narrativa:

  • Riflessione esplicita sulla violenza: nell’Iliade, la violenza è rappresentata come parte inevitabile del mondo eroico. Sebbene ci siano momenti di riflessione (come il lamento di Priamo per Ettore), il poema epico accetta in gran parte il codice eroico. Gli spietati, al contrario, problematizza la violenza e il suo costo umano. Munny non trova gloria nel suo ritorno alla violenza, ma solo un profondo senso di perdita e alienazione.
  • Un’interpretazione autoconsapevole della vendetta: Gli Spietati, a differenza dell’Iliade, presenta una consapevolezza meta-narrativa del tema della vendetta. Attraverso personaggi come Schofield Kid e Beauchamp, il film mostra come le storie di violenza vengano tramandate e amplificate, trasformando i pistoleri in eroi leggendari. La figura stessa di Clint Eastwood, icona del genere western, contribuisce a questa riflessione, mettendo in discussione il mito dell’eroe violento (lo vedremo meglio tra poco).
  • Ruolo dell’antagonista: in Gli spietati, Little Bill è un antagonista complesso, che non è semplicemente malvagio, ma rappresenta una visione distorta della legge e del potere. Nell’Iliade, Ettore è un antagonista onorevole, ma la narrazione non mette in discussione il sistema eroico che lo definisce. Il film va oltre questa struttura, interrogandosi sulla validità di quel sistema stesso.
  • Decostruzione del mito: mentre l’Iliade costruisce un mito fondativo della cultura greca, Gli spietati decostruisce il mito del West. Riconosce il ruolo della narrazione nel creare eroi e mostra come questi miti spesso nascondano realtà più oscure e complesse. La presenza di Beauchamp è un esempio lampante di questa autoconsapevolezza.
  • Umanizzazione del protagonista: Achille è un eroe larger-than-life, che oscilla tra la rabbia divina e la gloria epica. Munny, invece, è profondamente umano: un uomo stanco, spinto dalla necessità e dalla vendetta, che non ottiene nessuna vera redenzione o soddisfazione.
  • Consapevolezza del genere: il film, come abbiamo visto, è esplicitamente consapevole di appartenere al genere Western e ne utilizza le convenzioni in modo critico e autoironico. Questa consapevolezza è assente nell’Iliade, che si presenta come un racconto epico tradizionale.
  • Fusione tra attore e personaggio: la presenza di Clint Eastwood, icona del genere Western, contribuisce alla complessità del film. La sua figura incarna sia l’eroe classico che l’antieroe moderno, mettendo in luce le contraddizioni del mito eroico e la sua persistenza nella cultura contemporanea. La presenza di Clint Eastwood contribuisce a questa rilettura critica del mito eroico. Sia il personaggio che l’attore risultano quindi legati a due differenti modi di intendere il cinema western.
  • La consapevolezza meta-narrativa del film, inoltre, aggiunge un ulteriore livello di complessità, invitando lo spettatore a riflettere sulla costruzione del mito dell’eroe e sulla fascinazione per la violenza che permane nella cultura occidentale.

3. L’autoconsapevolezza come critica culturale

  • Il western come mito americano: Gli spietati è consapevole del western come un genere mitico che riflette e costruisce i valori americani, come la giustizia individuale, l’uso della forza e la frontiera come spazio di possibilità. Il film critica questi valori, mostrando le contraddizioni e i costi reali dietro di essi.
  • L’epica come costruzione culturale: nell’Iliade, la narrazione serve a celebrare e immortalare i valori della cultura greca. In Gli spietati, la narrazione diventa un mezzo per interrogare quei valori, mostrando che la mitologia dell’eroismo non è mai neutrale, ma è sempre una costruzione ideologica.

Conclusione

In conclusione, Gli Spietati dimostra una maggiore consapevolezza rispetto all’Iliade, analizzando e decostruendo i meccanismi di costruzione del mito eroico. Il film non si limita a raccontare una storia di violenza e vendetta, ma offre una riflessione critica sul genere Western, sul mito americano e sul ruolo del cinema nella formazione dell’immaginario collettivo.

Dopo questa analisi possiamo affermare che Gli Spietati offre una sua rilettura complessa e stratificata dell’Iliade, trapiantando temi e strutture dell’epica classica nel contesto del western americano. Il film non solo dialoga con l’epica classica, ma la supera in complessità critica, rappresentando una forma di narrazione epica moderna che riflette sui propri limiti.

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