Con tutta calma ho recuperato la serie tv, quando è uscita non avevo nessun hype né alcuna fretta di vederla, un po’ perché non ho giocato i videogame e un po’ perché sono sempre più disamorato nei confronti delle serie tv. In questi anni film e serie tv sono spesso scritti male, è un argomento che ho affrontato più volte qui sul podcast, e non vedo alcun miglioramento in questa tendenza; le serie sono lunghe, portano via tempo e l’idea di dovermi accollare almeno 8-10 ore di una storia potenzialmente scritta male è scoraggiante, almeno per me. Di Fallout però tutti gli amici mi hanno parlato bene, quindi alla fine, anche se non poco riluttante, mi sono deciso a guardarla, perché non è possibile che si sbagliassero tutti. E in effetti debbo dire che l’ho apprezzata e la cosa che mi ha più sorpreso in positivo è che è scritta bene.
- In questa sede parlerò solo della serie tv, i videogame non li conosco quindi non aspettatevi confronti di alcun tipo tra serie tv e videogame.
- Come faccio sempre qui a La biblioteca del gatto rosso nella prima parte dell’episodio presento la serie anche per chi non la conosce, così potete farvi un’idea se può interessarvi o meno. Nella seconda parte dell’episodio poi faccio le mie valutazioni personali.
- Come faccio spesso qui sul podcast sfrutterò la serie tv per parlare di tecniche narrative, quindi questo episodio non sarà tanto una recensione della serie quanto piuttosto la presentazione di un esempio concreto di due tecniche che vedremo poi per bene in due episodi distinti, ovvero il MacGuffin e i Mystery Box
- Gli showrunner di Fallout sono Jonathan Nolan e Lisa Joy, gli stessi di Westworld, una serie partita molto bene ma che poi è andata in rapido peggioramento dalla seconda stagione in poi. Mi auguro che Fallout non faccia la stessa fine.
- Sotto certi aspetti la serie ricorda un po’ Westworld, per altri un western (lo vedremo parlando dei personaggi).
L’ambientazione
- Il passato: America, anni ‘50 però futuristici, un po’ la tecnologia che si immaginava la fantascienza della golden age
- l’America è in guerra aperta con i Rossi e la minaccia nucleare è molto presente.
- l’America è sostanzialmente governata dalle grandi compagnie, tra cui la Vault-Tech, che realizza i Vault, enormi bunker autosufficienti in grado di sostenere centinaia di persone per alcuni secoli; in realtà sono il mezzo che la Vault-Tech usa per perpetuare sé stessa e la sua classe dirigente.
- Il personaggio di Walton Goggins: un divo del cinema che poi viene ingaggiato per girare gli spot della Vault-Tech per vendere i Vault
- esplodono le atomiche e Goggins, esposto alle radiazioni, diventa il Ghoul
- grande presa in giro nei confronti dei manager rampanti (molto esagerati); il discorso della fine del mondo che diventa un prodotto
- Il presente (2200 circa): il mondo, o almeno l’America, è divisa in due livelli, il sottosuolo, con i Vault, e la superficie, ridotta ad una enorme landa desolata
- nei Vault la vita è proseguita tranquilla e isolata dal mondo esterno; le generazioni si sono susseguite in attesa che in superficie le radiazioni diminuissero fino ad un livello tale da consentire il ritorno in pianta stabile con l’idea di riportare la civiltà e ricostruire l’America.
- Inizialmente vediamo la vita nel Vault 33, che è una piccola oasi di felicità sotto la guida di MacLean (il vecchio Paul Atreides)
- Il Valut 33 è collegato al 32 e al misterioso 31 e tra il 33 e il 32 si organizzano matrimoni combinati, mentre dal 31 provengono i capi del 33.
- nel corso della serie si vedono altri Vault e si capisce che non sono poi queste oasi di felicità come inizialmente potevano sembrare
- la superficie è popolata ma ridotta per lo più ad una landa desolata con pochi centri abitati; le vecchie città sono ridotte a macerie e lo scenario è un po’ alla Mad Max, però con meno veicoli
- alcune zone presentano ancora livelli di radiazioni troppo elevate per un essere umano
- i mutanti (ghoul e abomini)
- la Confraternita d’Acciaio: raccoglie e custodisce la vecchia tecnologia, ma non la condivide; ha i cavalieri, in power armour, e gli scudieri (qui c’è tanta ironia, perché la confraternita è ammantata da un’aura di sacralità e onore quando invece i cavalieri sono dei coglioni con una grossa armatura e grosse armi che bullizzano gli scudieri)
- l’Enclave, una organizzazione statale-militare, anche se la serie fornisce pochissimi dettagli a riguardo, si vede poco e non si capisce bene quale sia il suo ruolo, la sua influenza e la sua portata nel mondo della superficie
- qui c’è uno dei difetti della serie: non si capisce bene quanto sia vasta questa landa desolata; sembra un grande deserto ma i personaggi tornano più volte negli stessi posti nel giro di pochi giorni (o così sembra)
- nei Vault la vita è proseguita tranquilla e isolata dal mondo esterno; le generazioni si sono susseguite in attesa che in superficie le radiazioni diminuissero fino ad un livello tale da consentire il ritorno in pianta stabile con l’idea di riportare la civiltà e ricostruire l’America.
I personaggi
La prima stagione ruota attorno a tre personaggi principali; ce n’è anche un quarto, ma in superficie ne vediamo 3, cosa che un po’ mi ha ricordato Il buono, il brutto e il cattivo
- Lucy, l’ingenua; è la figlia di MacLean. Lucy è una giovane e idealista abitante del Vault 33, cresciuta in un ambiente protetto e controllato. Ha vissuto seguendo rigide regole e protocolli, sviluppando una personalità ottimista ma anche ingenua rispetto al mondo esterno e indovinate un po’, lei andrà in superficie.
Il personaggio è interpretato dalla talentuosa Ella Purnell, già nota al pubblico per i suoi ruoli in “Yellowjackets” e per aver dato voce a Jinx nella serie animata “Arcane”. L’attrice britannica porta sullo schermo la perfetta combinazione di innocenza e determinazione che caratterizza Lucy, rendendo credibile la sua trasformazione da ingenua abitante del Vault a sopravvissuta nelle terre desolate. - Cooper Howard/Il Ghoul. Un enigmatico Ghoul, sopravvissuto da più di duecento anni grazie alle radiazioni che lo hanno trasformato. È un ex-attore di Hollywood che ha mantenuto il suo carisma e il suo senso dello spettacolo nonostante l’aspetto terrificante. La sua lunga esistenza gli ha permesso di accumulare una vasta conoscenza del mondo pre e post-apocalittico, trasformandolo però in una persona che ha una visione assai disincantata della vita, oltre a un umorismo sarcastico, a tratti nero. A dare vita a questo affascinante personaggio è Walton Goggins, noto per le sue interpretazioni in serie come The shield. Nonostante il trucco necessario per trasformarlo in un Ghoul, Goggins riesce a trasmettere tutta la complessità emotiva e il carisma del personaggio attraverso la sua performance.
- Maximus. Uno scudiero della Confraternita d’Acciaio, organizzazione militarizzata che cerca di preservare e controllare la tecnologia del vecchio mondo. Maximus è un soldato disciplinato e devoto alla sua missione, ma il suo incontro con Lucy e il Ghoul metterà in discussione molte delle sue certezze. La sua formazione militare si scontra spesso con la sua ambizione e la necessità di prendere decisioni morali complesse. Il personaggio è portato sullo schermo da Aaron Moten, attore emergente che personalmente non conoscevo.
- Norm, il fratello di Lucy; è il più ambiguo, meno ingenuo e meno ligio alle regola tra gli abitanti del Vault 33
La trama
- Nel Vault 33 si celebra il matrimonio (combinato) di Lucy con un uomo del 32; durante i festeggiamente si intuisce che c’è qualcosa di strano e gli invitati del 32 si rivelano ben presto essere dei predoni provenienti dalla superficie che indossano le tute blu del 32. Ne segue un violento scontro con morti e feriti durante il quale la leader dei predoni, che scopriremo chiamarsi Moldaver, riesce a catturare MacLean e a fuggire in superficie con l’ostaggio e alcuni dei suoi uomini. Non si sa tuttavia perché Moldaver abbia catturato il capo del Vault 33. Armandosi di un semplice zainetto, una pistola a sedativi, tanto coraggio e ancor più ingenuità, Lucy decide di uscire fuori dal Vault per andare alla ricerca di suo padre.
- In superficie, nel laboratorio dell’Enclave, vediamo uno scienziato al lavoro su un piccolo dispositivo che si inietta nel collo per poi fuggire. Lo scienziato è interpretato da Michael Emerson (il Benjamin Linus di Lost).
- Sempre in superficie facciamo la conoscenza di Maximus, che inizialmente ha il compito di scavare le latrine nell’accampamento della Confraternita. Approfittando di un incidente sospetto avvenuto ad una sua compagna, viene nominato scudiero del cavaliere Titus; quest’ultimo viene incaricato, insieme ad altri cavalieri, di recuperare una pericolosa tecnologia che è stata sottratta dall’Enclave
- Ancora in superficie facciamo la conoscenza del Ghoul, che è un leggendario cacciatore di taglie, il migliore, grazie anche alla lunga esperienza che ha maturato e alle capacità rigenerative che gli permettono di sopravvivere agli scontri. Saputo dell’ingente taglia che c’è sulla testa dello scienziato, il Ghoul si mette subito sulle sue tracce.
- Norm rimane nel Vault 33 e si dà da fare per scoprire cos’è successo ai membri del Vault 32, che sembra un luogo abbandonato e desolato ad una prima ispezione, e quali misteri si celano dietro la porta stagna del Vault 31, che nessuno sembra aver visto a parte pochissimi membri del 33. Tutti i capi del 33 vengono dal 31 e c’è anche un detto in proposito, ormai dato per scontato. Ok, ma perché i capi vengono tutti dal 31?
Analisi
- In superficie tutti cercano lo scienziato e il dispositivo che porta con sé. Notare che nessuno sa che cosa sia questo dispositivo, a parte lo scienziato e Moldaver, al cui accampamento egli è diretto. Lucy incontra casualmente lo scienziato e si offre di accompagnarlo nel suo viaggio, visto che è proprio Moldaver a tenere prigioniero suo padre.
- Abbiamo quindi un MacGuffin, perché c’è un oggetto che tutti inseguono pur non sapendo che cosa sia di preciso e a cosa serva; non solo, quell’oggetto non ha alcun utilizzo o effetto pratico se non quello di essere desiderato (ma perché poi?). Solo alla fine scopriamo che cos’è.
- Nella serie ci sono alcune Mistery Box, tutto sommato ben gestite e non molto invadenti, nel senso che non si ha la percezione che la trama si regga unicamente su quelle
- Cosa nasconde il Vault 31?
- Che cosa è accaduto in realtà alla madre di Lucy?
- Ad un certo punto della serie Lucy e Maximus finiscono in un altro Vault, il 4, che sembra avere qualcosa di strano, perché alcuni residenti hanno bizzarre mutazioni e c’è un piano a cui viene loro vietato l’accesso. Quali segreti si nascondono nel Vault 4?
- La cosa positiva è che queste Mistery Box trovano risposta alla fine della stagione, il che denota una buona scrittura ed una trama ben progettata fin dall’inizio. Vedremo come proseguirà la serie con la seconda stagione, anche perché alcune questioni rimangono aperte e alcune domande senza risposta; mi auguro che non faccia la fine di Westworld.
- In più punti la serie vuole ricordare o sembrare di essere un videogame. In più di un’occasione ho visto una scena che mi è senbrata brutta, incongruente o mi ha buttato fuori dalla storia e che però, pensandola come ad una scena del videogame, funzionava ed era bella:
- nel 1° episodio Lucy viene aggredita dal marito, che in realtà è un predone, e si becca una coltellata in pancia; sbarazzatasi dell’assalitore pensa bene di sfilarsi la lama dall’addome e io lì ho pensato che sarebbe svenuta o peggio. E invece no, va in bagno e prende una bizzarra siringa dalla cassetta del pronto soccorso che ha nel suo piccolo appartamento, si inietta il contenuto ed è di nuovo bella pimpante, però poi, alla fine dello scontro con i predoni, la vediamo chiudersi la ferita all’addome con una graffettatrice. Che cosa conteneva di preciso quella siringa? Un antidolorifico? Un qualcosa che in più ferma anche le emorraggie e magari è anche un antibiotico? Non si sa. Il tutto ha molto senso se lo pensiamo in un videogame: la siringa è il tipico oggetto che ti fa recuperare gli HP, come lo spray o le erbe su Resident Evil. Il liquido giallo che usa il Ghoul è gestito molto meglio e in maniera più coerente (spiegare, anche in relazione allo scudiero con il piede sfracellato)
- il primo insediamento abitato in cui si imbatte Lucy è brutto, sembra uscito da un b-movie anni ‘80 e anche alcuni abitanti, con i loro bizzarri caschi o elmetti, sono più scrausi dei punk generici su Hokuto No Ken. La stessa scenografia e gli stessi personaggi però mi sembravano perfetti per un videogame
- il Ghoul ha a tracolla una cartuccera con vari tipi di proiettili per la pistola, ognuno con una punta diversa, a indicare usi ed effetti diversi; la cosa fa tanto videogame
- Un altro aspetto per cui si vede che la serie è tratta da un videogame riguarda i personaggi di Lucy e quello del Ghoul. Lei, con la sua ingenuità, mi ha ricordato un po’ un casual gamer di un video game, perché Lucy, quando esce in superficie, è la prima volta che si affaccia a quell’ambientazione e non conosce il gioco né le sue regole; lui invece trovo che rientri nella tipologia dell’hardcore gamer, perché, con i suoi due secoli abbondanti di gameplay, è diventato un esperto del gioco e dell’ambientazione, conosce tutti i trucchi e i dettagli, come ad esempio un difetto di fabbricazione delle power armour che possono quindi essere bucate da un colpo di pistola ben piazzato nel punto giusto.