La mitizzazione delle bufale al cinema

Qualche settimana fa sono andato al cinema a vedere l’ultimo capitolo della serie di The Conjuring, Il rito finale e voglio fare alcune considerazioni su un aspetto particolare del film. Già vi dico che l’episodio non riguarda il film in sé, non è un’analisi o una critica come ho fatto in passato riguardo ai primi due The Conjuring, stavolta voglio occuparmi di un argomento connesso al film ma che riguarda la vita reale.

Faccio una premessa per chi non conoscesse la serie The Conjuring o i loro protagonisti, i coniugi Warren, che sono realmente esistiti e sono state due persone di successo, soprattutto negli anni ‘70 e ‘80. Alcuni dei casi che hanno indagato hanno infatti sollevato non poco clamore mediatico. Vediamo un po’ meglio che tipi erano questi Warren.

Edward Warren Miney (1926-2006) e Lorraine Rita Warren (1927-2019) sono stati due dei più noti e controversi investigatori del paranormale negli Stati Uniti. La loro carriera, iniziata negli anni ’50, li ha visti coinvolti in numerosi casi di presunte infestazioni, possessioni demoniache e fenomeni inspiegabili.

Ed Warren si presentava come un demonologo autodidatta e, in seguito, come un esorcista laico riconosciuto dalla Chiesa Cattolica, anche se questa affermazione è stata contestata perché non esistono prove in merito. Lorraine, più modestamente, sosteneva di essere una medium e una chiaroveggente.

Insieme i Warren fondarono negli anni ’50 la New England Society for Psychic Research (NESPR) e iniziarono a collezionare “casi” di infestazioni e possessioni in tutto il Nord America, raccogliendo foto, nastri, reperti “infestati” e, soprattutto, storie.

I Warren divennero celebri per il loro coinvolgimento in casi di grande risonanza mediatica, tra cui:

  • Il caso della bambola Annabelle (1970), che ha ispirato l’omonimo spin-off della serie “The Conjuring”.
  • Il caso di Amityville (1975), probabilmente il più famoso, che ha ispirato una lunga serie di film horror.
  • Il poltergeist di Enfield (1977-1979) a Londra, su cui si basa The Conjuring 2, anche se in questo caso i Warren ebbero un ruolo assai marginale.
  • L’assassino indemoniato, ovvero il caso che ha visto Arne Johnson imputato di omicidio; l’avvocato di Johnson ha usato come argomento di difesa la presunta possessione demoniaca dell’imputato, che i Warren erano stati chiamati ad accertare. The Conjuring 3 – Per ordine del diavolo è basato proprio su questo caso.
  • L’infestazione demoniaca in casa Smurl, che andò avanti per ben 15 anni e su cui è stato scritto un libro che vede come autori i Warren e due degli Smurl. Il quarto capitolo di The Conjuring è basato proprio su questo caso.

I Warren hanno scritto numerosi libri sulle loro esperienze e hanno tenuto conferenze in tutti gli Stati Uniti. Hanno anche fondato, come già detto, la New England Society for Psychic Research e creato l’Occult Museum nella loro casa in Connecticut, dove conservavano oggetti presumibilmente maledetti o infestati raccolti durante le loro indagini.

Tuttavia, è importante notare che i Warren sono stati oggetto di numerose controversie e critiche. Molti scettici e investigatori hanno messo in dubbio la veridicità delle loro affermazioni e l’autenticità dei fenomeni che sostenevano di aver osservato: ad esempio Steven Novella, Perry DeAngelis e Joe Nickell hanno esaminato il lavoro dei Warren, concludendo che le loro affermazioni erano spesso infondate e prive di rigoroso metodo scientifico. Joe Nickell in particolare si è occupato di verificare il caso di Amityville scoprendo che si trattava di pura invenzione.

Steve Novella e Perry DeAngelis, cofondatori della New England Skeptical Society (NESS), hanno indagato a fondo sulle affermazioni fatte dai Warren e sui casi paranormali di cui si sono occupati.

Novella e DeAngelis hanno intervistato i Warren a casa loro e hanno visitato il loro museo, una stanza contenente vari reperti infestati raccolti durante le loro indagini. I due scettici hanno esaminato alcune prove fornite dai Warren, incluse fotografie e video che secondo i Warren dimostrerebbero la presenza di spiriti. Hanno tuttavia concluso che non c’era nessuna prova convincente, definendo il tutto come ciarlataneria o fandonia e rilevando errori comuni come la presenza di artefatti luminosi dovuti all’utilizzo del flash. Quando Novella e DeAngelis hanno chiesto ulteriori prove che i Warren millantavano di avere e che, a sentir loro, avrebbero dimostrato in maniera inconfutabile la realtà e la genuinità dei fenomeni da loro indagati, sono stati ripetutamente respinti con varie scuse, il che li ha portati a concludere che i Warren fossero più interessati a proteggere la loro reputazione che a salvaguardare il rigore scientifico.

Potete giudicare da voi la qualità e il tipo di prove esibite dai Warren guardando il filmato della celebre Dama Bianca (White Lady) del cimitero di East Union. Il presunto fantasma non è altro che la tipica macchia bianca indistinta che si vede nei filmati dei vari gruppi di Ghost Hunter. Una prova che in realtà non prova nulla.

Novella e DeAngelis hanno inoltre scritto, in un articolo pubblicato sul sito del NESS, che i Warren avevano una approccio fortemente influenzato dai loro pregiudizi, soprattutto di natura religiosa, e per niente basato su un metodo scientifico rigoroso. Per i Warren, insomma, qualsiasi anomalia equivaleva a un fantasma. Pur riconoscendo che i Warren erano una coppia molto simpatica e due persone apparentemente sincere, Novella e DeAngelis li hanno etichettati come “raccontatori di storie di fantasmi senza senso o, nel peggiore dei casi, truffatori pericolosi”.

Lorraine Warren ha replicato criticando Novella e DeAngelis per la loro mancanza di fede religiosa, asserendo che il loro scetticismo derivava dal fatto che “non si basano su Dio”. Novella ha risposto sottolineando l’importanza del pensiero critico e dell’evidenza scientifica come strumenti fondamentali per arrivare a conclusioni basate sulla realtà e sui fatti.

Uno dei reperti più esilaranti in cui Novella e De Angelis si sono imbattuti nel loro tour al museo dei Warren è una copia di Unearthed Arcana, un supplemento per Advanced Dungeon & Dragons, il famosissimo gioco di ruolo. Per chi non lo sapesse D&D negli anni ‘80, nel più ampio quadro del satanic panic avvenuto in quegli anni, è stato bersaglio di varie accuse che andavano dal satanismo all’essere causa di suicidi. Giusto per chiudere il cerchio delle bufale.

In sintesi, Steve Novella e Perry DeAngelis hanno prodotto un giudizio fortemente critico verso Ed e Lorraine Warren, definendo il loro lavoro privo di evidenze scientifiche valide e più orientato alla protezione della propria immagine e delle loro credenze che alla ricerca rigorosa della verità. Hanno inoltre messo in guardia sul fatto che le affermazioni e le credenze dei Warren sul paranormale possono alimentare illusioni e confusione nel pubblico riguardo al metodo scientifico.

Più in generale i Warren sono stati ripetutamente accusati di esagerare o addirittura inventare fatti per ottenere pubblicità e guadagni.

Nonostante le controversie, i Warren hanno avuto, purtroppo, un impatto significativo sulla cultura popolare, americana e non, influenzando la percezione pubblica del paranormale e ispirando numerose opere di finzione, tra cui la serie di film The Conjuring.

Questo quarto capitolo della serie è aperto e chiuso da schermate che contengono solo testo. In particolare dopo l’epilogo del film alcune schermate ci rendono edotti sulla fine dei coniugi Warren: Edward è morto nel 2006 mentre Lorraine nel 2019 e quindi lei ha potuto vedere la realizzazione e l’uscita in sala dei primi due film della serie The Conjuring e ha anche partecipato al primo come consulente.

Veniamo ora alla parte problematica, perché nella schermata successiva viene detto quanto segue (la traduzione dall’inglese è mia): “Ed e Lorraine Warren parlarono apertamente del paranormale in un periodo in cui farlo attirava il ridicolo da parte della comunità scientifica. Sebbene le loro vite e il loro lavoro restino controversi, ai Warren viene riconosciuto il merito di aver contribuito a portare la ricerca sul paranormale nel mainstream e sono considerati da molti come pionieri nel campo.”

Mannaggia, questi scienziati cattivi che perculavano i Warren. Chissà perché. Però poi i nostri eroi sono riusciti a portare la ricerca sul paranormale all’attenzione dei media e a renderla mainstream, diciamo pure pop. Il che non è un bene, perché la conseguenza è stata rendere popolare, diffondere e far prosperare una sequela enorme di bufale sul paranormale che, nonostante il ripetuto debunking da parte di scettici come Nickell, Novella e De Angelis, sopravvivono ancora ai giorni nostri e sono in forma smagliante, come si può notare guardando alcune trasmissioni o canali YouTube dedicati al mistero. Il testo che vi ho citato prima è una sorta di apologia dei Warren e della loro attività e fa affermazioni precise sulla realtà, non siamo più all’interno della finzione cinematografica. Che merito ci sarebbe ad essere pionieri in un campo come lo spiritismo e la demonologia? Peggio ancora, che merito ci sarebbe a far diventare popolari e mainstream le bufale?

Personalmente avrei scritto un qualcosa del tipo: “I coniugi Warren erano due creduloni e due bufalari da campionato. I loro metodi non avevano nulla di scientifico, neanche lontanamente, e non è stato possibile accertare alcun fenomeno tra quelli da loro indagati. I loro casi e i loro libri hanno però fornito ottimo materiale per film e fiction di successo e ci sentiamo quindi di ringraziarli lo stesso.”

Ok, battute a parte mi rendo conto che un testo simile non si poteva pubblicare in chiusura di The Conjuring 4, ma credo che non fosse neanche il caso di pubblicare quello che mi sono trovato davanti agli occhi quando ho visto il film. In un periodo in cui le bufale di ogni tipo prosperano, non penso sia una buona idea creare ulteriore terreno fertile per la loro diffusione e moltiplicazione né rafforzare le convinzioni di chi crede nello spiritismo, nella demonologia, nelle possessioni o nel paranormale in generale.

E non finisce qui, perché i titoli di coda sono abbastanza lunghi e mostrano vari filmati e foto d’epoca in cui i Warren rilasciano interviste, sono in giro a fare le loro conferenze o sui luoghi di presunte infestazioni. In una di queste foto, l’ultima o una delle ultime, vediamo Ed di fianco mentre guarda uno specchio, con il testo in sovrimpressione che recita: “Lo specchio originale si trova attualmente al Museo dell’Occulto dei Warren. Veniva utilizzato in una pratica volta a ‘evocare’ i morti attraverso il riflesso.” E poi ancora: “È comunemente chiamato specchio evocatore (conjuring mirror).”

Qualche parola sullo specchio per chi non ha visto il film: al centro delle vicende raccontate c’è uno specchio infestato da un’entità demoniaca ed è poi questo specchio, acquistato come regalo per una delle figlie degli Smurl, a scatenare i fenomeni paranormali che tormenteranno la famiglia.

Di nuovo nel segmento che segue il finale del film e i titoli di coda si fanno affermazioni sulla realtà e sui veri coniugi Warren. La foto di Ed che si guarda allo specchio con quelle scritte sembra messa lì per fare volutamente confusione tra film e realtà: il film è finzione ed è molto chiaro anche nel modo in cui esagera l’azione, ma attenzione, c’era un vero specchio. Si lascia intendere tra le righe che il caso Smurl era autentico, un vero caso di infestazione con un vero specchio maledetto. All’inizio, come per ogni altro capitolo della serie, si dice anche che il film è tratto da una storia vera, giusto per rendere ancora più labile e scivoloso il confine tra realtà e finzione.

Tutto il segmento dei titoli di coda mi è sembrato ambiguo e tendente a mitizzare la figura dei Warren e le loro indagini e a instillare nel pubblico la fascinazione per il paranormale e l’occulto, cosa di cui non c’è alcun bisogno. Credo che si sarebbe potuto benissimo fare il film senza questa parte, senza strizzare l’occhio alle bufale e ai bufalari. Avrebbe comunque incassato benissimo.

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