Amazon ci ha rubato i libri? Kindle, ebook e la proprietà dei contenuti digitali

Lo scorso 26 febbraio Amazon ha eliminato la funzione che consente di scaricare sul proprio pc gli ebook acquistati sulla piattaforma.1 Ciò implica, tra le altre cose, che chi non ha provveduto a scaricare gli ebook acquistati prima del 26 febbraio e chi li acquista da quella data in poi non possiede di fatto la copia elettronica. Dunque Amazon ci ha rubato i nostri libri per cui abbiamo regolarmente pagato? In realtà no, dire che Amazon ci ha rubato i libri è falso e tra poco vedremo il perché. La scelta unilaterale di Amazon è tuttavia problematica, come lo è sempre stato l’ecosistema Kindle, e ne voglio parlare in questo episodio.

Prima di urlare a squarciagola “Bezos ladro!” o “Aridacce li libri!” andiamo a leggere le Condizioni d’Uso del Kindle Store per vedere cosa davvero si compra nel Kindle Store2. Alla data di pubblicazione di questo episodio il sito di Amazon riporta che l’ultimo aggiornamento alle suddette Condizioni d’Uso risale al 30 novembre 2022, che non è esattamente ieri.

Il paragrafo 1 delle Condizioni informa gli utenti circa l’uso del “contenuto Kindle”, la sua disponibilità e le limitazioni. Ma cosa intende Amazon con “contenuto Kindle”? Lo specificano poco prima: “contenuto Kindle” indica il contenuto digitale ottenuto attraverso il Kindle Store, quali libri, quotidiani, riviste, giornali, blog, feed RSS, giochi e altri contenuti elettronici statici e interattivi. Gli ebook rientrano quindi tra questo tipo di contenuto.

In che modo gli utenti possono utilizzare i contenuti per cui hanno pagato? Stando alle Condizioni d’Uso, “con l’acquisto del, o l’accesso al, Contenuto Kindle e a fronte del pagamento dei relativi corrispettivi, Amazon ti concede il diritto non esclusivo di vedere, usare e visualizzare tale Contenuto Kindle (per il Contenuto in Abbonamento, solamente per il tempo in cui risulti utente attivo del sottostante programma di iscrizione o abbonamento), esclusivamente tramite il Software Kindle, oppure con le diverse modalità autorizzate per il tipo di Servizio, sui Dispositivi Supportati specificati nella sezione Gestisci i tuoi Contenuti e Dispositivi all’interno del tuo Account (che potrebbero cambiare di volta in volta) ed esclusivamente per tuo uso personale e non commerciale. Il Contenuto Kindle ti viene concesso in licenza d’uso e non è venduto da Amazon. Amazon potrebbe prevedere delle condizioni d’uso aggiuntive relativamente al Contenuto Kindle. Anche quelle condizioni saranno applicabili, ma sarà il presente Contratto a prevalere in caso di un eventuale conflitto.” È chiarissimo: gli utenti acquistano una licenza d’uso e non gli ebook veri e propri. Se cancellate il vostro account Amazon, ammesso che ne abbiate uno, potete dire ciao agli ebook per cui avete pagato.

Inoltre il catalogo degli ebook è gestito a discrezione di Amazon, perché le Condizioni d’Uso dicono che “il catalogo di Contenuti Kindle sul Kindle Store, incluso ogni Contenuto in Abbonamento, cambia costantemente e possono essere aggiunti Contenuti Kindle e rimossi Contenuti Kindle esistenti in ogni momento.” In buona sostanza se Amazon vuole togliere alcuni ebook dal catalogo per un qualsivoglia motivo voi non potete farci niente, anche se avete pagato per quell’ebook e vi serve caricarlo su un dispositivo. Senza la possibilità di effettuare un backup, gli utenti rischiano di perdere completamente l’accesso ai libri se questi vengono modificati, banditi o rimossi.

Non solo. La scelta di impedire il download degli ebook sul pc era un qualcosa di già previsto dalle Condizioni d’Uso, perché al paragrafo 2 c’è scritto che “il Servizio può consentirti di importare, caricare, esportare, condividere, inviare, o distribuire in altro modo, contenuti a te stesso”. Può, come può benissimo decidere di negarti una o più di queste opzioni, cosa che è avvenuta.

Inutile dire poi che Amazon può “modificare le presenti Condizioni per motivi legali, regolatori, di sicurezza od operativi, incluso per riflettere una modifica del Servizio. Sei soggetto alle Condizioni in vigore e pubblicate su Amazon.it nel momento in cui utilizzi il Servizio”. Inoltre Amazon può “aggiornare o modificare in altro modo il Servizio, o qualsiasi parte di esso, per motivi legali, regolatori, di sicurezza od operativi, incluso per riflettere miglioramenti o altre migliorie al Servizio. Se una modifica ha un impatto sostanziale e negativo sull’utilizzabilità del Servizio, ti informeremo per iscritto in anticipo prima che le modifiche diventino effettive. Se non desideri accettare una modifica al Servizio, puoi recedere dal Servizio.” Quindi Amazon può modificare il Servizio e le Condizioni d’Uso a suo piacimento. Oh però puoi recedere dal Servizio. Il Magadirettore Galattico Bezos ti concede di recedere fantozzianamente dal Servizio, pensa che magnanimità.

Come se non bastasse le Condizioni d’Uso aggiungono che “potremo interrompere il Servizio o parte di esso, in qualsiasi momento per motivi legali, regolatori, di sicurezza od operativi. Potremo anche sospendere il Servizio o limitare l’accesso ad esso per riparazione, manutenzione, o aggiornamenti.”

In definitiva Amazon non ha rubato i libri dei propri utenti, si è attenuta alle Condizioni d’Uso. Magari potete obiettare che le condizioni d’uso e i termini di servizio non li legge mai nessuno e Amazon ne ha approfittato per scrivere un contratto capestro. Potete anche obiettare che quando uno compra una cosa di solito quella cosa è sua. Le obiezioni non reggono a mio avviso, perché spetta a noi leggere le condizioni d’uso e forse anche partire prevenuti, specie quando si ha a che fare con un colosso come Amazon che non è certo l’amichevole bottegaio di quartiere.

Amazon non ha commesso nessun furto, tuttavia il Kindle Store, con le sue Condizioni d’Uso, è problematico e lo era da un pezzo. Io utilizzo gli ebook da anni, non ho mai dato retta alle pose e alle scemenze sul profumo della carta e roba simile. Quando ho deciso quale e-reader acquistare ho scartato il Kindle quasi subito, nonostante fosse il lettore più famoso e in voga e lo è tutt’ora. Ho scartato il Kindle perché ti lega ad un ecosistema che è una merda e non da oggi, era una merda anche 10 anni fa, proprio perché è chiuso3 e basato su una licenza d’uso e non sul possesso dell’ebook. E badate bene che queste condizioni contrattuali peggiori non sono compensate da costi più bassi, se non forse in alcuni casi. Molti ebook hanno lo stesso prezzo sia sul Kindle Store che su altri eStore, come IBS, che è lo store online del gruppo Feltrinelli. IBS, al contrario di Amazon, permette di scaricare gli ebook su pc e gli ebook acquistati rimangono di proprietà dell’utente che li può copiare su tutti i propri dispositivi, presenti e futuri. Non ho mai acquistato ebook su Amazon proprio perché sapevo che non sarebbero stati miei e non avrei potuto disporne liberamente ma sarei dovuto sottostare ai capricci di Bezos. Alcuni libri li compro e mi servono per questo podcast e ovviamente debbo poterli consultare liberamente quando serve a me e non quando stabilisce Amazon. Anche per questo ho evitato come la peste il Kindle.

Alternative ad Amazon ce ne sono e non serve cercare molto. In Italia ci sono validi store online che permettono agli utenti di scaricare gli ebook su pc, ovvero che vendono gli ebook veri e propri e non una licenza d’uso. Un’altra possibilità è acquistare direttamente presso gli editori: oggi anche i piccoli editori hanno i loro negozi online e in questo modo uno può supportarli direttamente senza passare attraverso la grande distribuzione. Sicuramente è meglio che supportare il Kindle Store.

Poter scaricare gli ebook su pc non è solo un fatto di comodità o una mania di possesso: significa che posso accedere liberamente ai libri che ho comprato e i libri sono più di meri oggetti, sono cultura. Non riesco a vedere come un qualcosa di positivo il fatto che l’accesso alla cultura, anche solo ad una piccola parte di essa, sia legato a decisioni discrezionali di una multinazionale, che può fallire (improbabile ma non impossibile) o dismettere un reparto o ancora rimuovere a piacimento dal proprio catalogo alcuni libri. Un discorso analogo si potrebbe fare riguardo al cinema con le piattaforme di streaming, che hanno sostituito l’acquisto dei singoli film con un abbonamento mensile che, anche in questo caso, è sostanzialmente una licenza d’uso. Abbonamenti e licenze d’uso si sono diffusi in maniera estesa e sono diventati una piaga.

Nota: attualmente esistono metodi alternativi per effettuare il backup degli ebook acquistati sul Kindle Store scaricandoli su pc o su un disco esterno. Metodi non del tutto ovvi e che comunque non sono il download diretto dallo Store, come dovrebbe essere. Le problematiche fin qui evidenziate restano.

Due postille riguardo agli ebook. Per alcune persone possono essere un modo per risparmiare sul prezzo dei libri. È vero che in Italia costano tanto, tuttavia chi legge correntemente in inglese può acquistare al mercato estero, dove gli ebook costano davvero poco. Per i dislessici, poi, gli e-reader possono essere un valido strumento e un notevole aiuto grazie agli appositi font e alla possibilità di modificare la spaziatura e la dimensione dei caratteri tipografici; questo significa recuperare lettori che altrimenti, con il solo supporto cartaceo, avremmo perso.

Version 1.0.0
  1. https://www.theverge.com/news/612898/amazon-removing-kindle-book-download-transfer-usb ↩︎
  2. https://www.amazon.it/gp/help/customer/display.html?nodeId=201014950 ↩︎
  3. L’ecosistema Kindle si basa su un tipo di file proprietari, leggibili solo da App e dispositivi Kindle. Prima del 26 febbraio si poteva convertire questi file in formati universali scaricandoli su pc e utilizzando un apposito programma per poi inviarli ad un qualunque dispositivo. Va detto che in questo modo si violavano le Condizioni d’Uso perché si rimuoveva il DRM. ↩︎

Lascia un commento