Uno strampalato detective

Un detective olistico. Che diavoleria è mai questa? Si tratta di Dirk Gently, un personaggio nato dalla penna di Douglas Adams, scrittore inglese noto principalmente per Guida galattica per gli autostoppisti. Dirk Gently è un po’ il rovesciamento e la presa in giro del classico investigatore che risolve casi di omicidio grazie ad acute e brillanti deduzioni basate su indizi e prove. Dirk Gently è il protagonista di due romanzi, Dirk Gently. Agenzia di investigazione olistica e La lunga oscura pausa caffè dell’anima, due serie tv e un fumetto; sarebbe dovuto uscire anche un terzo romanzo, Il salmone del dubbio, che tuttavia è rimasto incompiuto. Se siete interessati trovate tutto anche in italiano, incluso quest’ultima romanzo incompiuto che, è interessante notare, inizialmente doveva essere la terza avventura di Dirk Gently ma poi Adams pensò che potesse adattarsi meglio alla serie della Guida galattica per gli autostoppisti.

In questo episodio mi concentrerò sul primo romanzo di Dirk Gently, pubblicato per la prima volta nel 1987, e sulla prima stagione della serie tv americana del 2016. Come sempre farò una presentazione dell’opera anche per chi non la conosce, così potete farvi un’idea se può interessarvi o meno. In Italia il romanzo è pubblicato da Mondadori e io ho l’edizione della collana Oscar Fantastica, che ha una copertina bellissima; inutile dirvi che l’ho comprato per il gatto, e tra poco vedremo che ruolo hanno i gatti nella storia.

Dirk Gently: nonostante dia il nome al romanzo, entra in scena solo ad un terzo circa del libro. Il suo vero nome è Svlad Cjelli ed è un personaggio eccentrico e enigmatico. È noto per il suo approccio investigativo non convenzionale, che si basa sulla teoria dell’interconnessione olistica di tutte le cose. Dirk crede che per risolvere un caso sia necessario considerare tutti gli elementi, anche quelli apparentemente non correlati. La sua personalità è caratterizzata da un misto di genialità e stravaganza, e spesso i suoi metodi sembrano caotici e casuali, ma portano invariabilmente a scoperte sorprendenti. La sua attuale professione è quella di investigatore privato e molti dei suoi casi riguardano gatti scomparsi. È perennemente al verde, nonostante i suoi clienti siano persone facoltose a cui Dirk cerca di mettere in conto le spese più improbabili, tra cui vacanze alle Bahamas per cercare improbabili connessioni con il felino di turno.

Richard MacDuff: amico di Dirk e programmatore di software, diventerà poi l’involontario assistente di Dirk. È il protagonista principale del romanzo, il lettore segue le sue disavventure sin dall’inizio. Richard è un giovane brillante e razionale, specializzato in programmazione. Lavora per la WayForward Technologies, la società del suo amico e mentore Gordon Way. La compagnia è specializzata nello sviluppo di software avanzato. Richard è più razionale e pragmatico di Dirk, ma si trova suo malgrado coinvolto nelle assurde avventure del detective. È fidanzato con Susan Way, una talentuosa musicista nonché sorella di Gordon.

“Reg” Chronotis: è un anziano professore di lunga data presso il St. Cedd’s College, Cambridge. È un uomo colto e amabile, con una profonda conoscenza della storia e della filosofia. Reg nasconde un segreto straordinario che diventa cruciale per lo sviluppo della trama e per le avventure che coinvolgono i protagonisti. Il suo appartamento nel college è un luogo di misteri e meraviglie, tra cui un cavallo nel piccolo bagno al piano di sopra. Tenete a mente il cognome, perché non è casuale e ci torneremo tra poco; per ora mi limito a dirvi questo: nomen omen. Il St. Cedd’s College non esiste, è una costruzione fittizia, come dichiara lo stesso Adams nella nota che precede il romanzo. Gli elementi e i particolari che corrispondono alla realtà si rifanno ai ricordi di Adams del St John’s di Cambridge, ma l’autore ha attinto indiscriminatamente anche ad altri istituti.

Gordon Way: è un uomo di successo, fondatore della WayForward Technologies. La sua ambizione e determinazione lo hanno portato a costruire un impero tecnologico. Tuttavia, la sua vita prende una piega drammatica quando viene assassinato, diventando un fantasma che continua a vagare per cercare di risolvere i conti in sospeso. La sua morte misteriosa è un elemento centrale del romanzo e innesca una serie di eventi che coinvolgono tutti gli altri personaggi.

Il Monaco Elettrico: è un dispositivo alieno progettato per credere nelle cose al posto delle persone. È essenzialmente una macchina della fede, creata per risparmiare alle persone lo sforzo di credere, proprio come una lavastoviglie risparmia loro lo sforzo di lavare i piatti.
Il monaco elettrico nel romanzo si trova sulla Terra per errore e crede a qualsiasi cosa veda o senta, indipendentemente da quanto sia assurda o contraddittoria. Questo porta a situazioni comiche e surreali, ma serve anche come una sottile satira sulla natura della fede e della credulità umana. Il Monaco Elettrico ha l’aspetto di un monaco tradizionale, con un abito monacale. Tuttavia, essendo un robot, ha caratteristiche meccaniche che lo distinguono dai monaci umani.
La presenza del monaco elettrico nel romanzo evidenzia uno dei temi ricorrenti di Adams: l’assurdità della tecnologia quando viene applicata a concetti umani astratti o emotivi.

Il romanzo inizia con Richard MacDuff, il programmatore di computer, che fa visita al suo ex tutor, il professor Chronotis, al St Cedd’s College di Cambridge. Richard è stato invitato a una cena speciale organizzata dal college in onore di Coleridge. Durante questa cena, un evento formale e noioso, Richard assiste a uno strano “trucco magico” eseguito da Reg, che coinvolge una saliera e un antico vaso, un fatto che diventa significativo per lo sviluppo successivo della trama.

Sulla via del ritorno a casa, Richard si trova coinvolto in una serie di eventi bizzarri, tra cui l’omicidio del suo capo, Gordon Way, di cui Richard viene sospettato. Questi eventi lo portano a incontrare Dirk Gently o meglio a ritrovarlo, perché Dirk e Richard erano stati compagni di università. All’epoca, Dirk era conosciuto come Svlad Cjelli e aveva la reputazione di possedere poteri psichici (che lui negava). Dirk fu coinvolto in un famoso scandalo universitario riguardante la predizione dei contenuti di alcuni esami; in seguito a tale scandalo, Dirk fu espulso dall’università e ci sono accenni al fatto che abbia trascorso del tempo in prigione. L’incontro tra Dirk e Richard la sera della cena al St Cedd’s avviene in circostanze bizzarre e rigorosamente casuali ma si sa, tutto è collegato.

Dirk inizia a indagare sul caso dell’omicidio di Gordon Way, aiutato da Richard in qualità di assistente improvvisato, e ciò porterà i due a scoprire cose sorprendenti sul professor Chronotis e sul suo appartamento all’università.

Per ora non vi dico altro sulla trama, vedremo meglio alcuni elementi nella parte finale dell’episodio in cui farò abbondanti spoiler.

Il romanzo è godibile e scorrevole e vale la pena di leggerlo nonostante io lo abbia apprezzato poco per motivi strettamente personali:

  • Ci sono di mezzo i viaggi nel tempo e io li detesto, sono una meccanica ormai abusata e spesso sono impiegati per giustificare qualunque svolta nella trama a discapito della coerenza narrativa; diciamo pure che i viaggi nel tempo a volte sono un mezzo spiccio e discutibile che alcuni autori impiegano per fare il cazzo che vogliono con la trama, mandandola a caso con la scusa degli intortamenti temporali. Va detto che Adams non fa nulla di ciò e nel 1987, quando il romanzo è uscito, i viaggi nel tempo non erano ancora così abusati (un saluto all’MCU).
  • Non vado molto d’accordo con lo humor inglese, ma per alcuni invece questo può essere un punto di forza del romanzo. Alcune tra le situazioni più assurde nella storia non le ho trovate divertenti e non mi hanno fatto ridere: Adams calca la mano sull’assurdo, portandolo al limite in un modo che non mi piace e che a più riprese mi ha estraniato dal romanzo.

Come ripeto queste sono mie motivazioni personali che nulla hanno a che vedere con la qualità dell’opera, che è buona.

Esistono due serie tv che hanno come protagonista Dirk Gently:

  1. Una serie britannica di 4 episodi, uscita nel 2012 e trasmessa sulla BBC Four
  2. Una serie americana di due stagioni, 18 episodi in totale, uscita tra il 2016 e il 2017 su BBC America, che l’ha poi cancellata. I diritti sono stati poi acquistati da Netflix, quindi al momento la trovate lì. Mi concentrerò su questa serie e in particolare sulla prima stagione.

La serie tv è liberamente ispirata al romanzo di Adams, in comune c’è Dirk Gently, l’agenzia di investigazione olistica e il bizzarro modo di condurre le indagini di Dirk; la trama della serie ha ben poco a che fare con quella del romanzo, l’unico punto in comune sono, purtroppo, i viaggi nel tempo, ma le motivazioni alla base non sono le stesse.

Samuel Barnett veste i panni di Dirk Gently e Elijah Wood quelli di Todd Brotzman, uno sventurato fattorino che lavora in un albergo di Seattle.
Todd trova tre cadaveri in una stanza di lusso dell’albergo in cui lavora; le vittime sono state fatte a pezzi in circostanze a dir poco misteriose, dal momento che si ritrovano segni del morso di uno squalo in giro per la stanza e alcune delle vittime sembrano state uccise proprio da uno squalo. Todd viene indagato dalla polizia e sembra in qualche modo coinvolto nel caso, ragion per cui il suo capo lo licenzia. Quando Todd, non poco abbattuto per i recenti avvenimenti, torna a casa, vi trova un bizzarro individuo con una giacca gialla che sta entrando dalla finestra. Si tratta di Dirk Gently, che chiede a Todd di aiutarlo a risolvere un caso, l’omicidio del miliardario Patrick Spring. Ovviamente Patrick Spring è una delle vittime dell’albergo e, cosa ancor più strana, aveva assunto Dirk in anticipo per indagare sul caso. Todd diventa quindi la riluttante spalla di Dirk e lo segue nelle sue strane indagini che porteranno i due a scoprire improbabili macchinari manovrati da individui ancor più improbabili, un gruppo di persone con bizzarre capacità mentali e un corgi e un gattino che non sono quello che sembrano.

Anche nella serie ci sono di mezzo i gatti, anche se non come nel romanzo. Il gattino è coinvolto in scene esilaranti, specie quando si scopre il suo ruolo in tutta la vicenda.

Nella serie il passato di Dirk è differente: faceva parte di un progetto segreto della CIA che riguardava individui con capacità mentali fuori dal comune. Di soggetti simili ce ne sono più di uno, tutti bizzarri e strani, non pensate quindi a roba tipo gli X-Men, e li incontriamo durante il corso della prima stagione. Mentre il caso dell’omicidio di Patrick Spring viene risolto alla fine della prima stagione, la sotto trama del progetto CIA prosegue poi anche nella seconda.

La serie è carinissima e l’ho apprezzata più del romanzo, perché ne coglie in pieno lo spirito ma è animata da una comicità un po’ più concreta e meno astratta e di concetto. Questo è uno dei pochi caso in cui mi sento di consigliare più l’opera derivata che quella originale.

Voglio però evidenziare una pecca della serie, che sono le faccette buffe che fa Dirk. È vero, il personaggio è strano e bizzarro, ma queste espressioni e queste smorfie le fa di continuo, un po’ come Patriota su The Boys. La mimica facciale è troppo caricata e dopo un po’ viene a noia.

Torniamo al romanzo con la parte spoiler.

Le indagini portano Dirk e Richard a scoprire che Reg Chronotis possiede una macchina del tempo, nascosta nel suo appartamento al college. Come dicevo nomen omen. Come se non bastasse, si scopre l’esistenza di un fantasma alieno, intrappolato sulla Terra da 4 miliardi di anni. Questo fantasma è il risultato di un incidente su una navicella spaziale aliena che, paradossalmente, ha dato origine alla vita sulla Terra. Il fantasma deve impossessarsi di volta in volta di un corpo umano per poter agire: tenta con Richard e Reg, fallendo, mentre ci riesce con un altro personaggio, Michael Wenton-Weakes, approfittando di un suo stato di vulnerabilità emotiva (anche qui nomen omen). Attraverso il corpo di Michael, il fantasma cerca di accedere alla macchina del tempo di Chronotis per tornare indietro e prevenire l’incidente, il che però cancellerebbe tutta la vita sulla Terra. Parallelamente, emerge che il fantasma aveva precedentemente tentato di comunicare la sua storia attraverso Samuel Taylor Coleridge, influenzando la scrittura de “La Ballata del Vecchio Marinaio” (ritorniamo quindi a Coleridge, che era stato nominato all’inizio del romanzo). Dirk, Richard e Reg si trovano a dover impedire al fantasma di alterare il passato. Utilizzano la macchina del tempo per visitare vari momenti storici, incluso un viaggio alle Isole Mauritius nel 17° secolo dove incontrano un dodo. Nel climax della storia, il trio riesce a fermare il fantasma. Dirk fa poi un viaggio nel tempo per incontrare Coleridge e assicurarsi che non scriva la poesia influenzata dal fantasma. Il romanzo si conclude con alcune conseguenze inaspettate dei loro viaggi nel tempo: in una scena esilarante che coinvolge anche la fidanzata Susan, Richard scopre che ora esiste un compositore di nome Johann Sebastian Bach, che prima non esisteva nella sua linea temporale.
Alla fine i vari tasselli del puzzle combaciano, la storia ha un suo senso e una sua coerenza; come dicevo è ben scritta e Adams non è uno di quelli che ricorre ai viaggi nel tempo per buttarla in caciara e giustificare qualunque cosa. Tuttavia il romanzo, a mio avviso, è troppo pieno di elementi bizzarri e assurdi, ce ne sono ben più di quelli che ho raccontato e sembra che Adams li affastelli per il puro gusto dell’assurdo. Per me è un po’ il barocco del bizzarro questo romanzo. Se tuttavia vi piace questo approccio e lo humor particolare di Adams allora quest’opera fa per voi. Come ripeto qui siamo nel campo del gusto personale: Adams fa bene il suo lavoro, l’opera funziona, solo che a me non piace, non rientro nel target.

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