Il problema dei 3 corpi e l’importanza del pensiero scientifico

Tutte le prove portano a una sola conclusione: la fisica non è mai esistita e mai esisterà. So che mi sto comportando in modo irresponsabile, ma non ho scelta.

Questa è una breve ma efficace lettera di addio, scritta da uno dei personaggi de Il problema dei tre corpi prima di suicidarsi seguendo molti altri suoi colleghi fisici in un gesto tanto drammatico quanto inspiegabile, almeno in apparenza.

Perché mai vari studiosi di fisica in tutto il mondo dovrebbero arrivare a tanto?

Ne parliamo nell’episodio di oggi dedicato alla trilogia dello scrittore Liu Cixin, trilogia che è nota già da qualche anno in Italia, in particolare grazie all’ottima edizione che Mondadori ne ha fatto nella collana Oscar Fantastica prima e Oscar Draghi poi. L’opera è divenuta ancora più nota al grande pubblico grazie alla recente serie Netflix. Della serie parlerò in un episodio successivo, ho preferito spezzare il contenuto in due episodi separati e autosufficienti: oggi parliamo del romanzo e di alcuni interessanti temi che tratta e una delle prossime volte vediamo le cose che non vanno ne Il problema dei tre corpi e qui ci infilerò la serie tv, perché è scrausa. A scanso di equivoci già vi dico che ritengo la trilogia di Liu Cixin una grande opera di hard science fiction, da annoverare tra i classici del genere e che nel contempo oltrepassa i confini del suo genere, tuttavia non è esente da sviste ed errori e ne vorrei discutere in un apposito episodio. Seguirà poi un terzo episodio correlato a questi due in cui parleremo del paradosso di Fermi, che è citato ne Il problema dei tre corpi.

Com’è tipico di questa trasmissione gli episodi sono pensati anche per chi non conosce l’opera in questione e quindi possono essere un punto di partenza per capire se tale opera può interessarvi.

L’autore e l’opera

Liu Cixin è uno scrittore di fantascienza cinese, classe 1963, prolifico e molto popolare in Cina. Ha una formazione scientifica, un po’ come i rispettivi grandi della hard science fiction della generazione precedente come Asimov e Clarke. È stato il primo asiatico a vincere un Hugo Award, nel 2015, ovviamente per Il problema dei tre corpi.

La trilogia di romanzi si intitola, a dire il vero, Memoria del passato della Terra ma è universalmente conosciuta con il titolo del primo libro. Gli altri due sono La materia del cosmo e Nella quarta dimensione. Il titolo del primo romanzo fa riferimento ad un noto problema di astrodinamica e meccanica celeste che è alla base delle vicende narrate nel libro. È un qualcosa che io ho studiato, la mia formazione di base è scientifica e non umanistica e per la laurea e il dottorato di ricerca ho studiato proprio alcune questioni di meccanica celeste, in particolare teoria hamiltoniana delle perturbazioni e sistemi caotici.

Il problema dei tre corpi è uno dei tanti argomenti scientifici che Liu Cixin tratta nella sua opera, che è anche un’opera di divulgazione, un’opera che sfrutta gli strumenti della letteratura per parlare di scienza, tecnologia e pensiero scientifico, un qualcosa di abbastanza sconosciuto in Italia. La trilogia di Liu Cixin è un’opera monumentale, sono 1200 pagine di Oscar Draghi, una di quelle opere corpose che parla di tante cose e affronta tanti temi, come i grandi romanzi del 1800. Come mole di carta e di contenuti è al livello de I miserabili. Giusto per darvi un’idea.

Qualche parola sull’edizione italiana, perché è importante. Noi leggiamo una traduzione dell’opera dall’inglese, non direttamente dal cinese, c’è stato un passaggio intermedio ed è quindi pressoché impossibile pronunciarsi sullo stile di Liu Cixin e non lo farò. Ken Liu si è occupato di tradurre dal cinese all’inglese; oltre alle ovvie difficoltà che il compito ha presentato, Ken Liu osserva che “ci sono questioni più sottili, relative alle strategie compositive e alle tecniche narrative. La tradizione letteraria cinese ha plasmato i suoi lettori ed è stata a sua volta plasmata da essi, che hanno determinato enfasi e preferenze narrative diverse da quelle dei lettori americani. In certi casi, ho tentato di adeguare le tecniche narrative a quelle più conosciute dai lettori americani, mentre in certi altri casi le ho lasciate intatte, convinto che fosse meglio mantenere il sapore dell’originale. Ho inoltre tentato, laddove possibile, di proteggere quei passaggi riguardanti la storia e la politica cinese dalle interpretazioni occidentali.”

La scena di apertura

La scena di apertura del romanzo nella versione inglese, che è la stessa della serie tv, non è la scena con cui si apre l’opera in lingua originale. Il motivo è che tale scena, ambientata nel 1967 ai tempi della rivoluzione culturale cinese, è piuttosto critica nei confronti della suddetta rivoluzione, o almeno di alcuni suoi aspetti, e non poteva aprire l’opera passando indenne la censura del Partitone. Piazzata in mezzo avrebbe attirato meno l’attenzione, e così è stato. Ken Liu ha deciso di metterla all’inizio nella sua traduzione, ovviamente consultandosi con l’autore, che ha apprezzato tale cambiamento.

Ma cosa c’è di tanto scandaloso in tale scena? Ebbene vediamo un dibattito (una farsa in realtà) che si svolge in pubblica piazza e durante il quale alcuni giovani e zelanti rivoluzionari rimettono in riga alcuni professori universitari di fisica rei di aver insegnato una pericolosa teoria controrivoluzionaria, ovvero la relatività generale. Assistiamo al pensiero ideologico, al pensiero magico-religioso, che cerca di mettere a tacere con la violenza il pensiero scientifico. La giovane Ye Wenjie, un’astrofisica, vede la madre che si arrende e fa una sorta di abiura galileiana, mentre il padre, che rifiuta di rinnegare la fisica e il pensiero scientifico, viene picchiato a morte.

Per darci un’idea dei livelli assurdi che raggiungeva il simbolismo politico degli anni della rivoluzione, l’autore ci mostra un’altra scena, ambientata qualche anno dopo alla base Costa Rossa (ne parleremo meglio tra poco). Per eseguire un esperimento scientifico Ye Wenjie deve puntare un fascio super potente di onde radio verso il sole rosso; quando chiede l’autorizzazione al commissario politico della base, lui risponde trasecolato che la cosa è impossibile. A renderla tale era proprio il simbolismo politico sottostante, un simbolismo che permeava ogni cosa: il presidente Mao era spesso paragonato al sole rosso, soprattutto negli anni della Rivoluzione Culturale. Di più, i rapporti di ricerca consegnati da Ye dovevano essere attentamente rivisti dal commissario politico, affinché persino i termini tecnici relativi al sole non contenessero allusioni politiche rischiose. Vocaboli quali “macchie solari” erano infatti proibiti, dal momento che il termine cinese per “macchia solare” significa letteralmente “macchia solare nera” e il nero era, ovviamente, il colore dei controrivoluzionari.

La trama

Vi accenno solo alcune cose del primo libro, come prendono il via gli eventi, anche perché non voglio fare spoiler a chi non ha letto i romanzi e comunque non credo mi basterebbe un episodio per riassumere in maniera decente la trama di tutta la trilogia.

Debbo fare una premessa in maniera da non fare confusione. I personaggi principali del romanzo sono tutti cinesi, tranne Thomas Wade, che è occidentale tanto nei libri che nella serie tv. Nella serie è interpretato da un ottimo Liam Cunningham (Ser Davos ne Il trono di spade). Io farò riferimento ai personaggi e ai loro nomi così come sono nei romanzi ma cercherò di collegarli ai rispettivi personaggi della serie tv. Alcuni personaggi, come Wade, sono proprio uguali, altri cambiano nome, aspetto o sesso pur mantenendo lo stesso ruolo all’interno della storia.

In apertura abbiamo visto che tra i fisici c’è un’ondata di suicidi: a quanto pare qualcuno o qualcosa è riuscito a mettere in discussione le fondamenta stesse della fisica e tanti scienziati ritengono di aver buttato le loro vite inseguendo il nulla. Cosa sta succedendo? L’agghiacciante verità che si cela dietro questo mistero assesterà un duro colpo anche a chi non è un fisico di mestiere, come il protagonista del primo romanzo, Wang Miao, un ricercatore sui nanomateriali (nella serie tv è Salazar).

Di recente Wang Miao sta vivendo un’altra esperienza inquietante, che finisce per mettere a dura prova la sua vita familiare e la sua sanità mentale: nelle foto che scatta e poi all’interno del suo campo visivo compaiono dei numeri, un conto alla rovescia che qualcuno o qualcosa ha impostato e lui non sa come fermare. Che significa tutto ciò?

Dietro a questi e altri misteri ci stanno i Trisolariani, una civiltà aliena che vuole invadere e conquistare la Terra e considera gli umani come noi potremmo considerare le formiche o gli scarafaggi. A tal proposito qualcuno di voi si ricorderà, perché lo ha visto o lo ha letto, della trovata pubblicitaria di Netflix consistita nel far comparire sui cartelloni elettronici e sui monitor a Roma Termini e in altre stazioni ferroviarie la scritta “Siete insetti”, che è proprio il messaggio che i Trisolariani mandano agli umani alla fine del primo romanzo. Il loro cordiale saluto insomma.

Per capire meglio tutta la questione dobbiamo tornare indietro di qualche decennio, esattamente agli anni ‘60, ai tempi della rivoluzione culturale maoista in Cina.
Abbiamo parlato della scena di apertura della serie tv e della versione inglese del romanzo. In seguito a quell’episodio Ye Wenjie, considerata politicamente inaffidabile e pericolosa, finisce a lavorare nella base militare Costa Rossa in una condizione di sostanziale prigionia e reclusione, una condizione comunque scelta dalla stessa Ye Wenjie.
La base Costa Rossa si occupa di comunicazioni a lungo raggio. Lunghissimo raggio. Qui si lavora infatti a un progetto segreto che ha lo scopo di comunicare con eventuali civiltà aliene avanzate. Sembra che tra le varie potenze mondiali ci sia una sorta di corsa al contatto alieno e la prima nazione a riuscire in tale impresa ne avrebbe non poco vantaggio politico, tecnologico ed economico ponendosi come principale referente terrestre degli alieni. Almeno così si pensa. La Cina è intenzionata a non perdere questa gara e in effetti la vince, perché Ye Wenjie riesce a spedire un messaggio molto lontano nello spazio sfruttando una tecnica innovativa che consiste nell’utilizzare il Sole come una sorta di amplificatore di onde elettromagnetiche. Le cose non vanno però come previsto e ciò che ottiene l’umanità è piuttosto diventare un bersaglio, una preda. Il messaggio inviato da Ye Wenjie viene captato ma i riceventi non sono affatto amichevoli e si mettono in viaggio verso la Terra con una flotta di 1000 astronavi con l’intento di conquistare il pianeta.

Gli alieni di cui parliamo sono i Trisolariani, che vivono in un pianeta distante poco più di 4 anni luce dalla Terra. I tre soli del pianeta costituiscono un sistema dinamicamente instabile, che rende le condizioni di vita a dir poco estreme: si passa dal caldo estremo al freddo estremo, in certi periodi la gravità si annulla o si inverte e, di conseguenza, la civiltà trisolariana può prosperare solo in particolari periodi, le ere dell’ordine, mentre è costretta ad andare in stasi durante le ere del caos. I Trisolariani sono in cerca di un pianeta con condizioni stabili in cui vivere e il messaggio della base Costa Rossa ha rivelato loro una valida destinazione.

Ben presto però i Trisolariani si rendono conto che la conquista della Terra potrebbe non essere un’impresa così scontata. Il loro viaggio durerà infatti oltre 400 anni e se è vero che al momento della loro partenza la loro tecnologia è di gran lunga superiore a quella terrestre, le cose non rimarrebbero così nell’arco di un periodo tanto lungo, considerando quanto in fretta la scienza e la tecnologia terrestri evolvono. I Trisolariani in viaggio sono partiti con un grande vantaggio scientifico e tecnologico che vedrebbero annullato al loro arrivo, non potendo progredire durante il viaggio. Decidono quindi di minare le basi del futuro progresso scientifico e tecnologico umano, ovvero la fisica, dal momento che tutto parte da lì. I Trisolariani mandano sulla Terra alla velocità della luce due sofoni, super computer multidimensionali compattati alle dimensioni di un protone con lo scopo di sabotare gli esperimenti di fisica che si svolgono negli acceleratori di particelle, in maniera che tali esperimenti diano risultati casuali, incoerenti con i modelli e ogni volta diversi, senza alcun apparente criterio. Di fronte a tali risultati alcuni fisici iniziano a perdere dapprima la fiducia in loro stessi e nella materia a cui hanno dedicato la vita, poi la sanità mentale e infine decidono di suicidarsi. Lo scopo dei Trisolariani non è solo quello di confondere la mente degli scienziati, vogliono anche rovinare la reputazione della scienza agli occhi della società.

Ai Trisolariani non basta però che la fisica e più in generale la scienza degli umani si fermi, devono cessare anche determinate ricerche sulle nanotecnologie e sui nanomateriali. I sofoni si occupano anche di questo, proiettando nel campo visivo di Wang Miao l’inquietante conto alla rovescia.

Dapprima solo i governi dei vari paesi sono a conoscenza della minaccia trisolariana, in particolare i vertici dell’esercito e le agenzie di sicurezza, e si istituiscono task force internazionali atte a fronteggiarla. Tuttavia dopo il messaggio dei trisolariani (il famoso “siete insetti” di cui abbiamo parlato) il pericolo dell’invasione diventa noto a tutta l’umanità, che si trova a dover cooperare per fronteggiare tale pericolo che tuttavia è molto lontano nel futuro. 400 anni sono tanti, non siamo abituati a ragionare o pianificare su tempi così lunghi.

Qui già emerge un tema molto interessante che richiama inevitabilmente un problema attuale. Gli esseri umani tendono ad essere più reattivi che proattivi di fronte a un problema, ovvero siamo poco propensi a prevenire i casini e siamo più bravi a risolverli quando ci siamo in mezzo. Difficilmente pensiamo su orizzonti di tempo lunghi e già pianificare per risolvere un problema su un arco di 40 anni ci risulta difficile, figuriamoci su un arco di 400 anni. Lo vediamo bene con il cambiamento climatico: arranchiamo a stabilire una pur vaga linea operativa a lungo termine, da qui a 25-30 anni e i vari Paesi procedono un po’ in ordine sparso, oltre al fatto che metterci tutti d’accordo è quasi impossibile. Questi due punti costituiscono una delle più grandi sfide che l’umanità si sia mai trovata a fronteggiare e Liu Cixin ne parla a lungo nella sua trilogia.

La serie tv cinese
Three-body, la serie tv cinese del 2023.

L’importanza del pensiero scientifico

Un altro tema interessante che emerge dalla lettura de Il problema dei tre corpi
è l’importanza del pensiero scientifico nella società e nella cultura. Nel romanzo vediamo che chi cerca di prendere il potere lo fa sabotando la scienza e il pensiero scientifico ricorrendo a e facendo leva su un pensiero di tipo magico-religioso. Lo fanno i rivoluzionari maoisti nella scena di apertura e lo ripetono i trisolariani in maniera più mirata e studiata, spalleggiati da un’organizzazione terrestre denominata OTT, Organizzazione Terra Trisolaris. Il pensiero scientifico infatti non è solo un potente strumento per conoscere e capire il mondo, la natura e l’universo, il migliore in effetti, che poi a cascata permette di creare tanta tecnologia, ma è anche un ottimo strumento di emancipazione intellettuale dalle credenze e dalle bufale. Credenze che possono essere deleterie e pericolose, come abbiamo visto negli episodi dedicati a Dune. Di contro le credenze e le storie possono essere un ottimo strumento per ottenere potere su un gruppo di persone, anche molto grande.

Liu Cixin esprime un concetto molto importante e affronta una questione fondamentale che più di una volta abbiamo toccato qui alla Biblioteca del Gatto Rosso. Una questione che sembra estranea agli scrittori di narrativa italiani e in generale occidentali. Certo ci sono stati ottimi romanzieri che hanno anche fatto divulgazione scientifica con le loro opere ma sono stati per lo più scrittori di un genere che, anche oggi, è visto come di serie b. Nessuno scrittore mainstream in Italia (premio Strega, per intenderci) parla di scienza e dell’importanza del pensiero scientifico nelle sue opere, è un qualcosa di completamente estraneo alla letteratura italiana e al mondo umanistico, che semmai si spende contro il pensiero scientifico e si dimostra piuttosto rancoroso nei suoi confronti. Un retaggio delle cazzate di Croce a cui ancora oggi si dà ampio credito. Qui da noi non è che venga data molta importanza al pensiero scientifico e anche la cultura e l’alfabetizzazione scientifica è, in media, piuttosto bassa.

Personalmente vorrei che questa tendenza si invertisse e vorrei poter leggere più romanzieri italiani ed europei che, come Liu Cixin, parlano di scienza, usando ovviamente gli strumenti dell’arte e della letteratura. E soprattutto vorrei che tali scrittori diventassero popolari e culturalmente rilevanti, proprio come Liu Cixin in Cina. Scienza e tecnologia hanno un ruolo così importante e impattante sulla nostra società e sulle nostre singole vite che trovo assurdo che la letteratura non se ne occupi. E dovrebbe farlo perché non tutti siamo consapevoli di tale impatto, anzi, ormai utilizziamo strumenti tecnologici (es: IA, smartphone) così avanzati che la maggior parte di noi ne ha una comprensione men che superficiale, li usiamo in maniera per lo più inconsapevole, del tutto ignari di come tali oggetti cambiano le nostre vite, le nostre relazioni e i nostri processi cognitivi. In tal senso credo che la letteratura potrebbe giocare un ruolo importante.

La tentazione dell’uomo forte

Un ulteriore tema interessante è collegato al programma Asceti Impenetrabili. I sofoni, oltre ad aver bloccato il progresso scientifico sulla Terra, riescono a spiare tutto ciò che dicono e fanno gli umani, inviando i dati in tempo reale ai Trisolariani sfruttando, in sostanza, l’entanglement quantistico (ogni sofone è costituito in realtà da due particelle accoppiate, una sulla Terra e l’altra in mano agli alieni). Elaborare piani di difesa è impossibile, sarebbe come giocare a carte scoperte contro un avversario che invece gioca a carte coperte, o quasi. I Trisolariani però non concepiscono inganni, raggiri o menzogne dal momento che i loro pensieri sono trasparenti, tra di loro comunicano col pensiero. L’ONU elabora uno stratagemma facendo leva proprio su questa debolezza dei trisolariani e sull’impossibilità dei sofoni di leggere i pensieri umani. Vengono nominati quattro Asceti Impenetrabili, quattro persone dalla mente brillante incaricate di elaborare, ognuno separatamente, una strategia di difesa contro l’invasione aliena. I quattro non devono rivelare i loro piani a chicchessia e anzi, devono mascherarli il più possibile dietro a inganni e bugie, in maniera da disorientare il nemico; gli Asceti hanno sostanzialmente carta bianca e ingenti fondi a disposizione. Un enorme potere viene quindi concesso a singoli individui che sono sì supervisionati dal Consiglio di Difesa Planetaria ma di fatto possono fare ciò che vogliono e, per di più, l’opinione pubblica guarda a loro come ai salvatori del pianeta. Tre dei quattro asceti elaboreranno piani scellerati e criminali, degni dei peggiori dittatori o di qualche super villain dei fumetti. Solo i loro antagonisti, gli Incursori, persone che appoggiano Trisolaris e si sono incaricate ognuna di sconfiggere un Asceta, riusciranno a fermarli in tempo svelando al mondo i diabolici piani degli Asceti. Solo il quarto Asceta, Luo Ji (Durand nella serie tv), non degenera in piani criminali; la cosa curiosa è che, sulla carta, sembrava il meno affidabile: astronomo e sociologo, sì, ma anche gran puttaniere e ben poco dedito al progetto cui è stato assegnato. La cosa ancora più curiosa è che, nonostante Luo Ji pensi più che altro ai fatti suoi e lavori poco o nulla ad un piano di difesa, i Trisolariani lo vogliono disperatamente morto e organizzano più di un attentato contro di lui.

Qui vediamo che gli umani, in un momento di profonda crisi, cedono alla tentazione di affidarsi a pochi uomini forti concedendo loro ampi poteri sperando che questi salvino la situazione. Le cose non andranno bene e tre di questi individui finiranno per usare i loro poteri in maniera distorta, pur convinti di operare per il bene dell’umanità.

Il problema dei tre corpi affronta molti altri temi interessanti che non abbiamo il tempo di trattare qui e vi rimando quindi ai romanzi che credo possano essere considerati come un classico della letteratura contemporanea.

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