Tre cuori e tre leoni e Kata Kumbas

Nella quarta puntata del nostro podcast abbiamo intervistato Umberto Pignatelli, un autore italiano di giochi di ruolo e di librigame. Dopo aver giocato Il cavaliere della porta, il primo della serie di Kata Kumbas, ho letto la postfazione di Umberto Pignatelli e la mia attenzione è stata catturata da questo passo: “… questo libro vuole essere un omaggio a una coppia di grandi opere del fantasy, diversissime tra loro, che ho sempre amato molto. Da un lato Tre Cuori e Tre Leoni, romanzo di Poul Anderson, al quale ho sottratto indebitamente il protagonista. Ugger, il Cavaliere della Porta, infatti nasce proprio dallo stesso personaggio leggendario al quale si ispira Anderson, il fantomatico Ogier il Danese. Anch’esso cavaliere proveniente da un altro mondo e anch’esso, ovviamente, con tre cuori e tre leoni sul blasone.” Ho scritto quindi ad Umberto per chiedergli un’intervista in cui approfondire l’argomento, visto che rientra a pieno titolo in ciò che trattiamo qui nelle Pergamene del Vecchio Stregone, e per capire meglio come abbia effettivamente realizzato il suo omaggio.

L’episodio può essere scaricato qui.

Poul Anderson nacque il 25 novembre 1926 a Bristol, Pennsylvania (Usa), ed era di origini danesi, origini che influenzarono non poco Tre cuori e tre leoni. Nonostante la laurea in fisica nel 1948 all’università del Minnesota, volle dedicarsi alla scrittura e alla letteratura, campo in cui aveva esordito nel 1947 pubblicando su Astounding Science-Fiction il racconto Tomorrow’s Children. Anderson è ricordato prevalentemente per i suoi numerosi romanzi di fantascienza, tra cui Le amazzoni, I nomadi dell’infinito, Crociata Spaziale, Quoziente mille, il ciclo dei Mercanti delle stelle e quello della Pattuglia del Tempo. La sua ampia produzione fantascientifica fu premiata più volte: Anderson vinse infatti 7 premi Hugo e 3 premi Nebula. Egli fu tuttavia anche un grande appassionato di fantasy e di Sword and Sorcery, come dimostra Tre cuori e tre leoni, apparso per la prima volta nel 1953 su Fantasy & Science Fiction sotto forma di racconto e poi espanso in un romanzo che venne pubblicato nel 1961. Nel 1954 pubblicò The Broken Sword, altra opera fantasy dalla trama cupa e tragica, le cui radici sono fermamente rintracciabili nella tradizione delle saghe scandinave e nordiche. Se Anderson finì poi per dedicarsi quasi esclusivamente alla fantascienza, fu probabilmente per assecondare le tendenze del mercato librario dell’epoca. Tra le opere di Anderson merita una menzione anche A Midsummer Tempest, un romanzo ambientato in un mondo alternato, proprio come Tre cuori e tre leoni, in cui i personaggi e le vicende descritte da Shakespeare sono realtà e lo stesso drammaturgo inglese è noto come storico di rilievo. Poul Anderson morì il 31 luglio del 2001 ad Orinda, in California.

Come abbiamo accennato in precedenza, le origini di Anderson e la sua matrice culturale fecero sì che, pur essendo un amante della Sword & Sorcery, lo scrittore si indirizzasse verso campi fantastici piuttosto lontani, come stile e come ispirazione letteraria, dall’epica howardiana alla Conan. Tre cuori e tre leoni si rifà infatti a precedenti letterari diversi e più illustri: è un’opera fantasy carolingia (o meglio una contaminazione delle leggende del ciclo carolingio con quelle del ciclo arturiano) molto vicina allo stile di Un americano alla corte di Re Artù di Mark Twain.
Il protagonista, Holger Carlsen, è un danese dalla nascita oscura che, nel corso della sua lotta come partigiano contro i tedeschi durante la seconda guerra mondiale, viene all’improvviso a ritrovarsi in un mondo alternato a lui sconosciuto dove le regole della magia regnano al posto di quelle della scienza; qui si troverà ancora a lottare contro altre forze del male ed i suoi incontri con streghe, nani, licantropi, e belle fanciulle in pericolo, in grado di trasformarsi in cigni, riportano alla mente opere come l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto o l’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo, o la Chânson de Roland, e tutta una serie di leggende medievali europee.
La stessa quest o ricerca mistica che l’eroe è costretto a compiere fino alla logica conclusione spinto da un impulso letteralmente demonico è una struttura classica dell’epopea medievale. E altrettanto classica è la lotta contro le Orde del Caos (allegoria della minaccia della Germania Nazista) che è alla base di molti romanzi fantasy, a partire dal celeberrimo Il Signore degli Anelli di Tolkien.
In Tre cuori e tre leoni non può mancare il tema tipico della tradizione cavalleresca della spada fatata (Cortona, in questo caso) che ha un valore fondamentale e quasi una personalità propria: è tramite la spada che l’eroe riacquista piena coscienza di sé e del proprio ruolo nello schema delle forze cosmiche. Soltanto all’eroe, a chi è di stirpe reale, è concesso di recuperare o estrarre la spada, come è ben specificato nelle leggende arturiane e in quell’altro classico che è La spada nella roccia.
Tre cuori e tre leoni si riallaccia dunque a svariati temi tradizionali. Anderson lo fa tuttavia con molto garbo e ironia: il suo stile fresco, il linguaggio plastico e immaginifico, ne rendono agevolissima e piacevole la lettura.

Fonti: Kata Kumbas, Il cavaliere della porta, di Umberto Pignatelli e Francesca Baerald, GG Studio editore; Tre cuori e tre leoni, di Poul Anderson, Editrice Nord (presentazione di Sandro Pergameno).

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